Farsa
Elena Poldan
512 poesie pubblicate
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Mi sarebbe bastato
un cenno, una parola
che schiudesse
sentieri erbosi
pennellati di glicine soave
fino all'aurora
dei sogni non osati.
Ma spettri assenti,
occhi vacui
-legnose movenze
automi indifferenti-
voltavano le terga,
chiudevano il mio libro,
negavano soccorso,
sordi all'urlo silenzioso
del mio cuore barcollante,
emorragico languore:
le pupille mie velate,
il sorriso simulato,
il pallore mascherato...
Solitudine scortata
da una moltitudine bendata.
Contemplo la mia vita,
nel fragore muto
distinguo le mie risa,
vibrazioni scordate
d'un organo stonato...
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (2)
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M
Mauro Zappi8 settembre 2006
tanta sofferenza dentro questi versi... ma anche l’energia di un vulcano pronto ad esplodere... riversando amore mal trattenuto..liberalo... un abbraccio Mauro
Mg8 settembre 2006
un organo stonato che può trovare le note giuste per accordare i suoni melodiosi per la vita.g

