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Morte 5 marzo 2011 · lettura 4 min · 2774 letture

À toi Papillon

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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- On l'a vu naître, grandir et vieillir aussi et puis, moi seule je l'ai vu mourir comme j'ai vu mourir son maître. Nous l'appelions Papillon. Il n'avait pourtant rien d'un papillon. Il était gros, noir et bien dodu. Mais très doux quand même. Sa grande joie c'était... -de courir dans les bois après un ballon en bonds énormes et courses folles et essoufflé... le rapporter, la langue pendante de sueur ruisselante.- Seule maintenant, ma pensée ranime ces deux âmes de leur inerte torpeur. Je le revois lui, mon bon chien, couché auprès du lit de son maître. Son regard, plus clair qu'une étoile, me suppliait, m'interrogeait. Il aurait désolé n'importe qui le regardait. Mais moi, détruite par la douleur, je ne sus y lire le désespoir. Je m'étais prise à n'aimer plus personne. Je me laissais aller et le laissais tout seul. "Il ne résista pas à la solitude". Et, en un soir de novembre froid et ténébreux, il mourrait lui aussi me laissant toute seule. Ma douleur d'alors ne me fit comprendre qu'il était miséreux d'autant d'Amour que moi. On dit que les animaux n'ont pas d'âme. Mais qui dit ça? Moi, Je n'y crois pas! Ils ne pourraient aimer autant que les hommes. Et maintenant, Je les vois tous les deux dans les cieux rayonnants de lumière, jouant au ballon comme une fois. Des larmes mouillent mes joues. Adieu Papillon, mon chagrin pour toi ne saura s'effacer jamais. Tu es dans mon cœur comme tous ceux qui y ont laissé la trace. . - - - - - - - - - - - - . A te Papillon . L'abbiamo visto nascere, crescere ed invecchiare anche e poi, io sola l'ho visto morire, come ho visto morire il suo padrone. Lo chiamammo Papillon. Non aveva un benché di una farfalla. Era grosso, nero e ben paffuto ma tanto dolce. La sua gioia più grande era... - di correre nei boschi dietro ad un pallone in salti enormi e corse folle e ansimante... riportarlo indietro, la lingua penzolante di sudore grondante - Sola adesso, il mio pensiero rianima queste due anime del loro inerte torpore. Lo rivedo lui il mio buon cane, disteso ai piedi del letto del suo padrone. Il suo sguardo più chiaro di una stella mi supplicava, m'interrogava. Avrebbe afflitto chiunque lo guardava. Ma io, distrutta dal dolore, non ci seppi leggere la disperazione. Mi ero presa a non amare più nessuno. Mi lasciavo andare e lo lasciavo solo. E lui, non resistè alla solitudine. E, in una sera di novembre fredda e tenebrosa, morì anche lui lasciandomi tutta sola. Il mio dolore di allora non mi fece comprendere che era bisognoso come me di tant'Amore. Si dice che gli animali non hanno un'anima. Ma chi lo dice? Io non ci credo! Non potrebbero amare più degli uomini. E adesso, li vedo tutti e due nei cieli risplendente di luce a giocare a pallone come una volta. Delle lacrime bagnano le mie guance. Addio Papillon, il mio dispiacere per te mai saprà cancellarsi. Sei nel mio cuore come tutti quelli che ne hanno lasciato una traccia. -
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UN MIO DIPINTO... OLIO SU TELA... Al mio cane Papillon, che tanto ma tanto tempo fà, mori dopo poco la morte di mio marito, credo per ipocondria, perché perse il vero amore della sua vita, e un po' anche per colpa mia perché cominciai a trascurarlo per il troppo dolore di quella perdita subita... adesso sono tutte due custoditi nel mio cuore.

L'autore
Jeannine Gérard
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Commenti (4)

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Anna Maria Obadon5 marzo 2011

Gli animali e soprattutto i cani sono capaci di dedizione assoluta. Quanti casi di animali che hanno atteso invano il ritorno del proprio padrone e si sono lasciati morire. Morire per il dolore. ...e poi noi consideriamo loro " animali "!! Bella e commovente la tua poesia.

G
Gianny Mirra5 marzo 2011

Una lirica fantastica ed emozionante per i nostri fratelli a quattro zampe che da sempre si sono dedicati a proteggere ed amare incondizionatamente gli uomini. Bellissimi versi stilati magistralmente.

Danielinagranata5 marzo 2011

Gli animali hanno un'anima e tanto amore incondizionato da dare una lirica che mi ha toccato il cuore bellissima e anche il dipinto

carla vercelli5 marzo 2011

Poesia molto emozionante, magistralmente scritta in onore di amici e compagni di viaggio che molte volte comprendono ed amano più degli esseri umani.