Amara creatura

Lasciami qui, inerme
che come tenia ti sei attaccata alle mie viscere
e mi struggi;
fame di te, del tuo sapore
e non ti conosco viscida mantide,
divorami la testa;
tremo, sudo, sbianco,
esorcizzami ma liberami dal tuo male,
seminatrice di dolore;
come godi, soddisfatta,
mi preoccupo di te, si... ma sei infida,
la notte un'altra preda;
semplice, confusa, ladra,
divori nettare, rubi sesso,
non appari mai;
il tuo fiato sul collo
non è passione ma tuo piacere,
e uccidi, amara creatura.
©
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L'autore
Giovannip
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