Padre

Padre, ho paura a dirti che amo,
che nella mia vita c'è un altro uomo,
che i tuoi discorsi sulla ragazza giusta
hanno segnato la mia anima come fossero frusta;
padre ho paura della tua vergogna,
che le mie labbra mai baceranno quelle di una donna,
che tuo nipote mai potrà arrivare,
perché accanto a me voglio solo il suo calore;
padre mi piace quando mi carezza il viso,
quando cancella il mio dolore con un suo sorriso,
quando le sue braccia stringono il mio corpo,
e così sento la passione che mi sale addosso;
padre ti prego non mi giudicare,
non trasformare in odio il tuo amore,
se un giorno quando sarò anziano
voglio che sia lui a stringermi la mano;
padre fammi sentire che sono tuo figlio,
dei primi vagiti del " ti voglio bene" in un foglio,
regalami un abbraccio e la tua presenza in questa vita,
la tua assenza per me sarebbe un'indelebile ferita;
padre adesso chiudo questa lettera e ti aspetto,
come facevo da piccolo quando venivi nel mio letto,
affido il mio domani alla speranza e al destino,
ricorda che per sempre io sarò il tuo bambino.
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L'autore
Giovannip
Commenti (1)
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Amara17 marzo 2011
...credo che senza rime a forzare le parole... avrebbe avuto una maggiore intensità... come merita un tema così: la non accettazione... qualsiasi ne sia la causa...

