Era solo un foglio
Ti aspetterò seduto e solo
sulle tragiche scale dell'inferno
abbiamo molte cose da dirci
e il foglio che strappasti dal quaderno
ha fatto un gran silenzio
nei posti che proseguono il mio vivere
e per intuire quelle parole
passo le sere a fumare e scrivere.
Queste pagine di sangue inutile
queste rime improbabili e misere
canzoni che suonano graffiando
uno specchio che riflette più nessuno.
Ti aspetterò seduto al buio
nella sala immensa delle lunghe attese
da lì anche tu dovrai passare
come quando nel nostro paese
passavi sfidando con gli occhi il mare
passavi stuprando le mie emozioni
passavi bellissima per le vie del porto
passavi ed è lì che una sera son morto
in piedi e con le mani in tasca
appoggiato all'antico di un portone.
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Commenti (3)
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hy ju17 marzo 2011
Mi piace il ritmo. Mi strapiace la struttura ossessiva. Mi cattura perché trasmette un bisogno autolesionista di amare ad oltranza. Per comprendere, per farsi comprendere, ostinatamente, ossessivamente...
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veronica de tommaso17 marzo 2011
apprezzata in ogni dettaglio la tua poesia. colpisce la sensazione di rabbia provocata dallo sforzo vano di intuire parole non dette che spinge a scrivere per compensarne il vuoto... belle poesie nascono dai silenzi della vita e di chi ci è intorno!
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silvya18 marzo 2011
...Le tue sempre bellissime canzoni... ultimamente un po' più tristi del solito ma ugualmente belle...