D'un senso di colpa
Seduto nel ventre
d'un labile concetto
che morde e che strappa
lo specchio dei sensi
m'infrango penoso in sapide certezze
E nel quarto di buio
mi schizzo di rosso
tra voli di falchi
e sguardi d'ignoto
che sprecano i passi in cieli abortiti
E si...
la gabbia è violenta
e mi penetra il cuore
m'aggrava e mi strazia
mi pressa e m'acclama
m'affligge e mi storpia
mi sbreccia e m'avvolge
coi vuoti e col nero
che son figli e son padri
di questa gravida fiera
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L'autore
Zarathustra
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
Commenti (1)
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X Bruna Rossini23 marzo 2011
Difficile indicare un verso che più degli altri mi colpisca, sono tutti di tale intensità da essere fisicamente avvertiti. (D'ogni ritorno stupore).