Sulla battigia in lotta tra il Greco e il Levante
Emanuele Strada
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Un vento leggero ha cominciato a soffiare,
muovendo un poco le creste delle onde,
come se una mano senza peso
le avesse appena sfiorate.
Ti sento dentro questa brezza,
che ti porta tra le case;
tra i muri di ruvidi sassi,
del recinto di questi pensieri.
Quello spirito di innoqua follia,
che accenna ad un ultimo ballo;
colorata signora mia,
nella notte sopratutto c'è senso.
Quando spira nel tramonto anche il giorno
ecco allora questi passi notturni,
vestiti di dolcissima quiete;
nelle strade deserte, di un paesaggio d'incanto.
Sibilare tra i denti il suo nome
nel respiro che emerge dal ventre.
Isolarsi in brevissimi voli
di rapaci sognanti, pennuti;
fino al mare più ampio e più scuro
per quei sogni non ancora avuti.
Avrai il fresco della sabbia bagnata,
ed il chiaro pallore lunare
e l'ammaliante solitudine
di un tramonto diluito nel mare.
E rimane soltanto un'ultima onda
nei miei brividi e nelle mie mani,
e il costume; giù a riva,
ad aspettar che mi chiami.
Poi, a poco a poco,
come aveva iniziato a tirare;
il vento, volle placarsi e scemare,
come se
non avesse nemmeno iniziato a soffiare.
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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