La pena della carne
Emanuele Strada
143 poesie pubblicate
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Non era neanche buio,
quando il sonno
con la sua pesante trapunta,
mi aveva inchiodato
sul Golgota orizzontale
in un campionario di svariati dolori.
Quanti cassetti disordinati,
i miei pensieri.
Il corpo è una trappola,
senza lucchetto e senza porta.
Là fuori, le gocce di pioggia,
sono un ritmo dispari di un jazz mentale.
Qui dentro, un’inquieta angoscia in un profondo onirico;
maremoto di coperte e cuscini,
sono tempesta nell’anima.
Il corpo
cerca solo
una sponda di sicuro riposo.
Cos’è questa enorme domanda che mi stravolge
di lucida confusione?
Cos’è questo navigare a tratti
e a tratti naufragare su rocce aride?
Gli occhi disegnano vecchie e nuove costellazioni
sul soffitto bianco e neutro.
Ora la pioggia cade in 4/4...
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Messaggio molto forte. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano15 marzo 2025
Il dolore, il Golgota, impregnati delle stesse sensazioni: la sofferenza e, più dura è la ferita, più il Golgota spaventa e il corpo fisico si sente in una trappola senza fine, fin quando non scompare il dolore. Il testo è composto da un lessico semplice e chiaro, e lascia penetrare in chi legge se stesse sensazioni che vive l’autore nel suo sogno. Complimenti poeta.

