L'ultimo saluto
Gesuino Curreli
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Ti pesava il capo,
reclinato sul cuscino bianco,
nello sforzo di cercarmi,
e, incontrando il mio sguardo,
mi abbracciasti con gli occhi
velati dalla morte.
Con l'indice, per gioco, premevi,
le pieghe del lenzuolo
stretto dentro il palmo della mano.
Non avevi paura del domani
che ti avrebbe strappato ai miei giorni,
ti dava pena, invece, l'inquietudine
che, per ultima magia,
mi leggevi nell'anima.
- Devi fare all'amore! –
dicesti senza mezze parole –
- Scopa! –,
com'era ne tuoi modi trasparenti –
- La vita è una gran bella fregatura -
E le parole facevano figura
dentro la tua ilare bocca,
in un estremo sforzo di consiglio
- Non val la pena, figlio! -
...
Un giorno d'agosto, senza il pianto di sirene,
un'ambulanza, mesta, ti riportò alla casa,
dove tanti attendevano in silenzio,
e mani pietose ti adagiarono sul letto
dove hai partorito sette figli.
- Basta...! – imploravi a occhi chiusi -
- Basta...! Basta...! Basta...! -
E un'ampolla ti dispensava in vena
pietose gocce per un respiro appena,
perché avessi forza ancora di ammonire
– Basta...! Basta...! Basta...! –
fino a che gli occhi ai quali desti luce
ti furono, a cerchio, tutti accanto
e ti trafissero ebbri di dolore e pianto.
- Basta...! Basta...! Basta...! –
E sentimmo infine l'ultimo, più fioco,
come un flebile rintocco di campana
che si spegne nell'aria a poco a poco.
Ancora un po' l'ampolla ti regalò le gocce,
come un pianto che ti fluiva in vena
a penetrare l'estremo tepore della vita.
- Basta...! – dicesti ancora... e fu finita.
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Nadia Mazzocco2 aprile 2011
Mi ha profondamente commossa dentro all'anima questa Poesia. Da ogni verso traspare ...quasi si tocca con mano il dolore di chi va e il dolore di chi resta.

