Adagio (velenoso)
Alessandro Labriola
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Sì, ora lo so
tutto ciò vale la mia vanità
la patria ed ogni onore;
fischia già adagio nello stagno dorato.
Sì, lo so
tutto ciò vale la mia pena e la salute
il rantolo d'ogni respiro rauco;
m'abbaglia una luce che è pace.
Sì, infatti lo ammetto
quando ho la testa a pezzi
lo stomaco in fiamme!
- tanto ha il destino la nostra forma
siamo indulgenti con noi stessi
e col tempo estraneo ad ogni azione
ed ogni scelta: sì, (inoltre solo questo abbiamo)
vale esser beati! Almeno per sé stessi...
Sì, culliamoci avidi tra le braccia di messer Fato!
non può esser solo nostra la colpa!
Di questo benessere avaro che ci assale
furibondo e tenero assieme.
Mi crogiolo in tali ricchezze:
sì, forse tutto questo vale l'indulgenza
senza riconoscenza, né riscatto;
- vaga come la speranza e altresì dolce
Tutto questo è meraviglioso
e meraviglia!
Tale è il Suo potere, o...
o saranno solo le viole di Marzo?
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele1 aprile 2011
è espandere i colori del cuore... che traboccano e con volontà di pensieri donati alla splendida natura operiamo col fato e con la disinvoltura. che ci adorna d'anima... inebriandoci... all'odore dei fiori... molto ben interpretata e nel suo imperioso stupendo dire è fantastica

