254 lettori online · 359.415 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Uomini
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Jeannine Gérard
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Uomini 1 aprile 2011 · lettura 3 min · 2241 letture

À Henri deToulouse Lautrec

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
+ Segui
~ ~ ~ Incrédule, elle le voyait se transformer en un phénomène tenant à la fois de l'homme et de l'enfant. Impuissants, les médecins secouaient la tête et murmuraient des regrets devant cette croissance désaxée! Pour la première fois elle manquait d'assurance et prise d'effroi, elle se résignait à ce que son fils Henri fût égrotant. Un disgracié! Et devant ce nain bizarre et touchant elle se sentait écrasée par la fatalité. La nuit, quand il dormait, elle se penchait sur lui et cherchait sur l'étonnant visage quelque vestige des traits charmants du chérubin d'antan. Elle fermait les yeux et refoulait ses larmes. Était- il possible que l'être qu'elle regardait était son fils? L'enfant qui jouait avec elle qui se précipitait dans ses bras lorsqu'il rentrait de l'école? Qu'avait -il fait pour mériter cela? Elle restait devant son lit incapable de penser le visage blême! Et lorsqu'on lui leva le plâtre... "Maman, maman criait joyeusement l'enfant... regardez, regardez... Je marcherai... Je marcherai... je ne souffre plus! Il rejetait ses draps et découvrait ses jambes. Sa mère ne le voyait pas. "Qui était cet étranger, ce nain déplaisant sûrement pas son fils, son fils unique". Comme hébétée, elle faisait quelque pas vers le lit... le dévisageait avec de grand yeux incrédules. Mon pauvre enfant! - gémissait- elle enfin. Puis elle tournait les talons et sortait de la chambre, accablée... . - - - - - - - - - - - - . A Henri de Toulouse Lautrec . Incredule, lo vedeva trasformarsi in un fenomeno: mezzo uomo e mezzo bambino. Impotenti, i medici scuotevano la testa e mormoravano dei ci dispiace davanti a questo crescita squilibrata! Per la prima volta manco di coraggio, rassegnata a che il suo Enrico fu malaticcio. Un infermo! E davanti a questo nano patetico e grottesco si sentiva schiacciata dalla sorte. La notte, quando dormiva, si chinava su di lui e cercava sullo strano viso qualche vestigi dei tratti incantevoli del cherubino del tempo andato. Chiudeva gli occhi e respingeva le sue lacrime. Possibile che l'essere che guardava era suo figlio? Il bambino che giocava con lei e che si precipitava nelle sue braccia all'uscita della scuola? Che cosa aveva fatto per meritare ciò? Restava davanti al suo letto incapace di parlare pallida in viso. E quando gli tolsero il gesso... "Mamma, mamma gridava gioiosamente il bambino... guardate, guardate... camminerò... camminerò... non soffro più! Alzava il lenzuolo e scopriva le sue gambe. Sua madre non lo vedeva. "Chi era quest'estraneo, questo nano ripugnante, sicuramente non suo figlio il suo figlio unico". Come inebetita faceva alcuni passi verso il letto lo squadrava con grandi occhi increduli. Povero il mio bambino! Gemeva infine... Poi girava i tacchi e usciva dalla camera, affranta. ~ ~ ~
♥ 0 💬 3
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

Il était un enfant quand il tomba et se cassa les jambes. Les os se soudèrent, mais un jour terrible, un caillou lui fit perdre l'équilibre, il tomba et se cassa à nouveau les jambes. Après quatre opérations, les os se soudèrent encore, et Henri ne grandit plus. Ces jambes restèrent celles d'un enfant.

L'autore
Jeannine Gérard
Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Kiaraluna1 aprile 2011

Immagino sia il dolore di ogni madre che avesse un figlio irrimediabilmente malato, impossibilitato a vivere la vita pienamente come sarebbe suo diritto. Scritta magistralmente Jeannine, trasmette amarezza e amore nel contempo, apprezzata moltissimo.

mario calzolaro1 aprile 2011

...affranta la madre! Suo figlio un "mostro"? "Mostri" o "geni","artisti"o "comuni mortali"...siam tutti fratelli... frammenti dii cosmo vagante.

le onde donate dal cielo son sempre canto ...anche quando di delizia sembrano non averne tanto... veramente sentitissima e FANTASTICA, d'espressione poetica... la grande MAGNIFICENZA del tuo splendido donare