Carne scaduta
Emanuele Strada
143 poesie pubblicate
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Lacero sei;
corpo ossuto
di pelle vestito.
Nato nel mondo, nel tempo,
casa, rifugio, cortile sulla via.
Perdona i miei torti,
perché io ho già perdonato
la polvere del tuo domani.
Compagno, custode
da sempre diverso,
in gara col cuore.
Miscuglio elettrico
di cellule empatiche;
da te sarò strizzato
un giorno,
sarai il vestito crollato
sul pavimento la sera;
straccio nel mucchio
dei panni di ieri.
Allora usciamo
sul palco a recitar chi noi siamo,
e applaudendo scontiamo
il limite umano.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (3)
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Nadia De Stefano13 agosto 2012
Mi riconosco nei tuoi versi e nelle emozioni che in essi vibrano, toccata e molto sia dalla forma che dal contenuto... a presto rileggerti!
Grazia Bianco28 agosto 2012
versi che raccontano con cruda realtà l'onda di vita del nostro corpo... un abito che smesso... mi ha colpito...
Patrizia Ensoli24 settembre 2012
Colpita da questi versi che sono la verità di cui spesso ignoriamo la sostanza siamo ciò che rivestiamo e insieme, recitiamo la parte che ci hanno affidato... Bella la forma e il contenuto che condivido!!



