L'amica
Alessandro Labriola
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Riluceva d'innocenza pallida
all'irriconoscente luce del faro:
magra piegava gli occhi
io sempre su di loro - a sperare
Abbracciava il vento con la tenerezza d'una vergine
eppure il tempo la tradì, spezzando gli zigomi
- per me pur sempre bella
chiedevo risposta alle mie ridicole attese
pregavo con garbo un'umile tocco
e sfiorarla pareva già folle!
Irridevo la sua semplicità
essendone complice innamorato...
mi svelò i contorni nascosti del parco;
una dolce paura la traeva alla mia passione...
- fantasticavo! (come un manto la contenevo immensa!)
c'era sì un sentiero ma non due cuori.
Tutto ciò ci divide occupati altrove
a lambiccar coi nostri vezzi
ammiccar al tempo tristissimo;
sarà stato tutto sogno:
ma T'avrò almeno sognata!
Protetta con queste braccia ingrate,
fatte forti per sostenerti - esile e cara
seppur con occhi diversi
ci siamo guardati.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele6 aprile 2011
versi incantevoli portano su quel che dipinge il nostro cuore ...seppur esso in realtà e un solo morbido sogno... MERAVIGLIOSA... in piuma d'anima assorbe e incanta... complimenti... eccellente POETA
C
Citarei Loretta Margherita3 luglio 2011
un bell'inno all'amicizia complimenti lirica apprezzatisssima

