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Uomini 8 aprile 2011 · lettura 1 min · 1823 letture

I "Cacciatori"

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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L'ochetta disperata nel ruscello, svezzavo di carezze i fiori e le farfalle annusavo le nuvole estasiato e fiero; con l'astio dell'imminente resa ma fin troppo piccolo per capire... scoprivo il bosco con un nonno - non il mio ascoltavamo silenti i pianti del grano; retti al bastone come gli antichi viandanti, le fantasie abbracciate nelle rovine anguste. Il percorso seguiva lo stagno, là ogni foschia si arrendeva grezza alla pianura scavata nell'oro; e con la china sui gelsi giunse la Notte - per mietere Le ombre destavano sempre l'occhio del nonno, quella ruga contorta decantava giustizia furibonda: un sorriso fiabesco! - Ultimo L'Arlecchino disse che sarebbe morto. Il sole lo prese per un addio...
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Memorie dalla riserva delle Monticchie... molti anni fà,(sia pur il tempo maledettamente soggettivo...) la gioia di quei passi vissuti con l'Ultima spensieratezza; a G. C.

L'autore
Alessandro Labriola
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Commenti (4)

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Grazia Bianco8 aprile 2011

letta con molto interesse un ricordo profondo, che pervade il cuore ...sentita profondamente

mario calzolaro8 aprile 2011

intensa, decisamente... molto efficace e coinvolgente... molto gradita

Saverio Chiti8 aprile 2011

davvero coinvolgenti questi versi... "...ascoltavo silenti pianti del grano..." poetica di grande spessore! nella chiusa poi... c'è tutta l'amarezza che diviene verità... oltre alla consapevolezza, di un addio atteso con il sorriso sulle labbra, di chi niente oramai può più sperare... perché, tutto ha vissuto! molto bella questa tua dedica... piaciuta assai!

emozionato per lo splendore immesso con grazia di stile poetico impeccabile... leggo e di gioia riempio il mio cuore... colori di natura aprono al gaudio... e al mesto concedi in quel delicato triste un sentito ma meraviglioso addio... questa splendida poesia è un sogno... bellissima