Io ricordo

E giorno giorno
si ritorna indietro
quasi chiamati
da mano conosciuta.
Riscopre, la memoria,
voci dei padri perdute,
gesti di madre teneri
sulla fanciullezza;
canto degli usignoli
dietro casa, il giorno;
una grande luna bianca
là, sulle cime brune dei monti,
nel buio della notte silente
come a principio del mondo...
e albe radiose in primavera
quelle calde nell'estate
albe luminose
di un bel settembre;
sfrecciare di rondini in alto,
soffi giocondi o folate
bastarde di vento,
frinire di cicale, ronzio d'api
tubare di colombi, stridi di rondini...
L'ingenuità fanciulla
A coprire una miseria cruda
e sofferenze, e pianti solitari.
Un poco di serenità
nella natura viva,
primule e ramandoli fioriti,
gli amici della scuola
e il tempo che lento
andava, andava...
©
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L'autore
Carlo Digiovanni
Sono nato in provincia di Bologna l'11 aprile del 1944, dopo il liceo classico ho preso un diploma in filosofia e un diploma di abilitazione magistrale; mi sono iscritto all’Università ma non sono riuscito a laurearmi per mancanza di tempo e di soldi. Sono sposato, ho due figli. Per il Comune di Castiglione dei Pepoli,
Commenti (1)
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A
Angeloantico22 settembre 2006
... i ricordi ci riempiono sempre, non ci abbandonano mai, quelli della fanciullezza ci lasciano forse qualcosa in più...