Il temporale che sono

Tuoni e lampi,
i capelli appiccicati al viso.
E il mascara che cola.
Non di lacrime,
purtroppo.
Perché per una volta,
vorrei godermi il temporale che sono.
Sparisco,
per lavarmi via.
Sparisco per lavarmi il mondo,
le notizie che non cambiano niente.
E mi lavo gli altri,
e i pettegolezzi,
e gli affetti del momento,
e i loro musi.
E mi lavo mia madre
e tutto quell'amore
e tutto quel rancore.
E mi lavo te,
e tutti i nostri muri.
E mi lavo lui,
e con lui gli altri futuri.
Mi lavo il portafoglio,
ma non per fare economia.
Sparisco
Perché non sia il mondo,
con le sue notizie che non cambiano niente;
né gli altri,
con i pettegolezzi, gli affetti del momento e i loro musi;
né mia madre,
con tutto quell'amore,
né il rancore;
né te coi muri;
né lui e i futuri;
né il portafoglio,
senza economia.
Sparisco,
perché tutto questo,
non mi lavi via.
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