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Riflessioni 15 aprile 2011 · lettura 2 min · 2924 letture

Volare sugli spazi

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Volare sugli spazi e poi sparire in un letargo che addormenta il cuore, volare nell'ignoto e poi smarrire il palpito che dà versi d'amore. Così mi torna l'eco nel meriggio di giochi che mimavano miniera con visi sporchi come nella sera vedevamo al rientro i genitori, dopo quel fischio lungo di sirena. Le scuole sotto i portici, e la chiesa dove cercavo un abitino bianco, timidamente giungere al suo fianco e stare zitto, lì, per la preghiera. E vola, anima, vola, serve a niente la vacua verità delle conquiste, vola per cisti e rocce nelle piste di amene ingenuità perdutamente. Ecco, parrebbe giunto quel momento in cui la vita vuole un rendiconto e ti chiede se mai per pentimento non ti sovvenga l'ultimo racconto. E invece no! Quest'anima inquieta non sa stare da sola nel presente e volge i propri palpiti al cocente tempo di cui si canta la compieta, dall'eremo dei nobili sussulti degli anni persi irrimediabilmente. Il grido smussa acuti di veleno, il torbido orizzonte si rischiara nel volgere del giorno, e più sereno per domani un altro dì prepara. Ma sfugge ogni perché del misterioso concedersi all'età che si allontana come il viandante verso la fontana, dove, vinta l'arsura, avrà riposo.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (3)

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mario calzolaro15 aprile 2011

riflessioni profonde per una introspezione nitida, lucidissima, incantata e disincantata al contempo... una lirica magistralmente completa, da centellinare lentamente per poi meditare. La melodia dei versi rimane nel cuore del lettore attento.

Caterina Zappia15 aprile 2011

la poesia di questo autore è una morbida seta che accarezza il nostro cuore, una malinconia profonda e travolgente accompagna la lettura che appare fluida e ben strutturata. Uno stile veramente molto, molto apprezzato. Complimenti.

Lorenzo Crocetti16 aprile 2011

Una Poesia che davvero t'entra nell'anima, in quel nostalgico e quasi dolente ricordo (il tempo è un tiranno che scorre implacabile) del tempo giovanile che fu, in quel momento nel quale sembra che la vita debba richiederti un rendiconto. Ma, quasi disperatamente, la mente del Poeta si volge a "quegli anni persi irrimediabilmente" e si esaurisce con grande afflato poetico nell'ultima quartina, dove prevale il malinconico domandarsi del perché misteriosamente ci si voglia concedere "all'età che si allontana", alla stessa manira del viandante assetato che trova il suo riposo presso la ricercata fontana. Appare pleonastico, a questo punto, dire che questa Poesia è bella. Io aggiungerei: affascinante addirittura.