W il re dei borboni
Come sempre alla fine pioveva,
pomeriggi senza posto ne ora
continuavano e lei che non c'era
mi stuprava la mente e la sera
mi passava come un treno nel cuore
mi sfondava nel petto le mura
mi scriveva pesanti parole
e sui miei fogli non sai che paura.
Mia cugina già aveva le tette
di nascosto fumava MS
e distratta (le cosce aperte)
carezze più spinte e più spesse.
Mi guardava in silenzio e che strano
mi toccava coi piedi il ginocchio
poi giocava, non so, con la mano,
le piaceva chiamarmi Pinocchio.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele17 aprile 2011
ed è il vento che porta le foglie senza un albero nei dintorni... cosi per compiacere... ora l'albero si vuole vedere... sei un grande splendido poeta... complimenti
