Metà universo
Siamo compagni di lune e puttane
di stelle fragili che cadono come sogni.
Nelle notti tu vuoi fuggire con me
ma lontano si può non tornare più.
Senza la paura non si parte mai,
se ti accorgi a metà dell'universo
che lontano non è l'amore sognato,
allora ti volti ed io non sono più.
Siamo sospesi come le idee,
come le brezze fanno le maree,
tra i fili d'erba e piccole illusioni
che tu respirando fai bellissime.
Come queste notti dalla torre,
le parole distratte che metti in rima
e la folla di creature strane e care
che mi mettono addosso il tuo nome.
Siamo stelle e vie, buie gallerie,
partoriamo sogni morti nella pancia
di questo amore folle, di grandi promesse
che per avere un senso, non faremo mai.
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Commenti (1)
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Maria Giovanna Fronteddu21 aprile 2011
Mi è piaciuta tantissimo. Sia per l'atmosfera di vissuto non vissuto che aleggia eterea nell'aria sia per la forma. Rimane asciutta ma senza perdere ritmo. Sempre incisivo e mai banale.
