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Amore 26 aprile 2011 · lettura 2 min · 3050 letture

A Dinael

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Newton1372 15 poesie pubblicate
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In mezzo alle fitte tenebre oscure risplendi, e sei del mondo sole e luna si da render le mie parole impure, supremo Dinael. A te s'aduna ogni cosa, e in te il loro nido fan l'augelli di specie ciascuna. Il sole sorge, emette il suo grido l'allodol mattutina fa il suo chiasso in su la chioma tua che dice: "Io sfido". Cala il mezzogiorno, e laggiù in basso riposa, stanca del suo operare, la formichina, e più giù il pigro tasso. Tu, divo astro del ciel, sei a rischiarare la notte, con il tuo brillare fioco: su di te sta il gufo e il suo chiurlare. Tutto il dì presso te è il grande foco, tu solo hai luce, e ne godi e ne prendi: prostrato al tuo voler, io sol te voco. Tu, Dinael, ne la luce risplendi perciò da te sono attratte le stelle: con passionale ardor l'ami e l'accendi. Me, pover tronco dalla dura pelle, mi spegnerò ove i rami rinsecchiti sarìan combusti nelle oscure celle. Dalla raccolta "Gelosia"
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Il rivale in amore viene paragonato a un albero maestoso e bellissimo. In un atmosfera densamente sensuale viene descritto quasi il mondo intero sottomesso alla sua bellezza fisica. L'autore finge di unirsi al coro di lode (o è forse invidia?). Generato da un esperienza personale realmente vissuta, Dinael è il prototipo dell'essere umano fisicamente perfetto che, in una società basata sul culto delle immagini, diventa il dominatore incontrastato. Così, da uomo, "Dinael" diventa allegoria

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Newton1372
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