E palperò
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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Pur in questa sua bella lirica di alta sensualità, l'Autore non scende mai nella banalità talvolta volgare nella quale si può cadere, se non si è Poeti come lui, trattando certe argomentazioni. Addirittura, nella lirica descrizione dello spasimo dell'amplesso, Gesuino, con abile e bella metafora, accompagna l'afflato erotico alla visione, meglio alla percezione del profumo del pane, che è elemento vitale, direi essenziale per il corpo umano. Tutta la Poesia di avvale di alti toni lirici, e non vi è un momento di stasi e di sovrappiù nella descrizione dell'attimo del finale nirvana. Veramente apprezzabile l'ultima strofa, dove ritorna il pensiero del pane, al quale s'aggiunge il motivo dello splendore della campagna: "e campi ameni..."

