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Amore 4 maggio 2011 · lettura 1 min · 6168 letture

E palperò

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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e palperò i tuoi seni turgidi fino a sentire il profumo del pane, l'afrore che stordisce e che pervade anima e corpo d'intimo piacere. ...e palperò i tuoi seni fino a quando si smarriranno gli occhi nella luce dell'ebbrezza che ammalia e che produce l'oblio prima del sommo godimento. ...e palperò i tuoi seni, e ci diremo poche parole fino a sillabare parole incomprensibili e respiri caldi sugli occhi spenti in mezzo al mare che ci sovrasta in forza e ci conduce all'abisso ove è dolce naufragare. ...e palperò i tuoi seni, tenendo uniti gli aliti in ampolle di baci, di sospiri, fino al molle arrendersi del corpo alle mie mani. ...e sarà l'oppio che incatena i corpi e sibila nell'aria senza tempo, strappata al prima e, perso ogni domani, che si assopisce al sommo godimento. Profumeranno allora i molli seni più dolci dei fumanti pani cotti: sarà forno il tuo corpo e campi ameni al mio tatto i tuoi brividi e ai miei rotti empiti di sussulti senza freni.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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Lorenzo Crocetti4 maggio 2011

Pur in questa sua bella lirica di alta sensualità, l'Autore non scende mai nella banalità talvolta volgare nella quale si può cadere, se non si è Poeti come lui, trattando certe argomentazioni. Addirittura, nella lirica descrizione dello spasimo dell'amplesso, Gesuino, con abile e bella metafora, accompagna l'afflato erotico alla visione, meglio alla percezione del profumo del pane, che è elemento vitale, direi essenziale per il corpo umano. Tutta la Poesia di avvale di alti toni lirici, e non vi è un momento di stasi e di sovrappiù nella descrizione dell'attimo del finale nirvana. Veramente apprezzabile l'ultima strofa, dove ritorna il pensiero del pane, al quale s'aggiunge il motivo dello splendore della campagna: "e campi ameni..."