E quindi, volerà?
E quindi, volerà
oltre le parole dei versi
la parte essenziale di me
che sento esplodere
e riverso nei fogli?
Il lato che rifiuta canoni
omologazioni di massa
gli a patto che sia come dicono
non vuole dipendere
si ribella e dice no,
giungerà seppure
verso ignota destinazione
a toccare il centro di una forma
in fase di sviluppo?
O quel sentire sarà solo
effimera illusione che si sfalda
e attraversa il giorno come vento
svanendo fra polveri di gesso?
Non sono sicuro di niente
l'abbraccio dei soli
impestati dagli uomini
mi soffoca,
troverò un'adeguata collocazione?
Mi spaventa pensare
che la necessità ossessiva
di legare lo spirito alle lettere
sia una condanna
perché là fuori non so stare;
ma se fosse così?
Dove andare
a cercare riscontri oggettivi?
Dove a costruirmi una vita?
Dove oltre le pagine
dei miei mondi sommersi?
©
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L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
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