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Riflessioni 14 maggio 2011 · lettura 1 min · 2828 letture

Non durerà

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Non durerà il torpore e la calura, e maggio smetterà le umide vesti per sibilare in cielo con gli strali di giorni scintillanti e di magia. Sarà come vederti, imbellettata, china sul tuo passato e poi ti appresti, per un rinato senso di poesia, a darti, spoglia infine, e ancora intatta all'amore che tu non conoscesti per sventura. Negli altissimi cieli e luminosi, le spire, dentro sommi spazi astrali, ci assorbiranno in vortici gioiosi risucchiandoci al canto di animali alati e di imprecisi impulsi nella pura immensa vastità di sogni arcani. Non servirà la conta del perduto nei giorni senza fine e senza aurora, nulla comincerà e tutto il passato sarà come il presente mai goduto.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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Marina Pacifici14 maggio 2011

Versi sublimi ed armoniosi d'una bellezza suprema che emoziona, commuove e mette i brividi. La chiusa, poi, è una gemma nella corona reale. Quando la Poesia si coniuga alla metrica perfetta e nasce l'armonia pura. Al Talento, al Maestro!

Lorenzo Crocetti14 maggio 2011

Grande Poesia questa, e qui s'entra davvero sul sentiero dell'arte. Com'è sempre suo costume, del resto. Splendida stesura musicale effettuata non secondo le rigide regole della metrica, in quanto si alternano versi endecasillabi con altri di diversa numerazione sillabica, il che però non guasta, per cui l'eccezione conferma la regola che qui c'è una perfezione metrica come se i versi fossero tutti della stessa lunghezza sillabica. In particolare anche io sono stato "sorpreso" dalla bellezza dell'ultima quartina che si distende in una tristezza senza limiti, dove la memoria di ciò che si è perduto "nei giorni senza fine e senza aurora" si fonde conil presente, anch'esso "mai goduto." Ripeto, grande Poesia.