Dietro un vetro
ti sorreggo
con le dita del vento
la carrozza taglia la nebbia
che si ricompatta
come un sipario
alla fine del primo atto
fra i capelli un sussurro
un lascia passare
per dimenticare un fuoco
una passione
Ritornare a camminare senza volare
respirare senza respiro
ma ti trattengo
con i miei sogni leggeri
che nessuno può rubare
Mentre scappi
le parole diventano orme
che come foglie rivelano segreti
e
Il mantello ti nasconde messer
scie di buio corrono
all'unisono
la mia luce
non ti riscalda
Ma sereno è il tuo sospiro
mentre ti
difendo
dietro i vetri appannati della mia
piccola finestra
mi piace pensare
che il mio desiderio fugge
sicuro
della sua libertà
ma con la mente
ti ipnotizzo
Mi cercherai per distruggermi
perché sarò un lume acceso
che non si spenge
mi guarderai dietro
quei vetri che
laboriosamente
la tua ansia appannerà
©
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Commenti (1)
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elisabetta tegas24 maggio 2011
una poesia amara... ne ho condiviso lo spirito e l'ho molto apprezzata
