Il Bagno (dello spirito fragile)
Alessandro Labriola
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Sguazzando tra le bieche idiozie
nere, quelle più disperate
di vanagloriosa estasi lugubre;
tra quei libri maledetti e riletti:
la sedia delineata dall'ombre,
la mia o la stanza - ripiegata la tenda
non voglio vedere né udire
alcun gioire lungo la strada
Disegno giostre di luci
alla luna prematura già sorta
in quel quadro - rubata
fra le innumerevoli ortensie marcite.
Siedono alcuni Pan dorati
i flauti mossi da fervide brezze
e le chiome tinte di rugiada;
riverso nel letto ora fradicio
invoco divinità blasfeme e solitudine ebbra.
Attendo che arrivi - come un coro dal vento
la Sorte.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita25 maggio 2011
notevole poesia introspettiva, complimenti all'autore, apprezzatissima
Angela Fragiacomo26 maggio 2011
riflessione amara e lucida di uno stato d'animo, un momento di vita interiore, notevole e chiusa magistrale!

