Cigola il mare
Cigola il mare dopo la tempesta,
e chi lo vede s'inganna che il moto
finisca ove l'onda non più s'appresta
al suo volgersi a vuoto.
L'ignoto è che perdura
nelle nostre profondità meschine
un tremolio irrequieto (ventura
di pochi l'averlo placato) quale
sull'acqua le increspature marine.
Dove la nausea non più si quieta
solo appare un'arida scialbatura
dell'animo nostro privo di meta,
sul mare dell'essere snaturato,
che tutto muove, nel fondo abissale.
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