Mare d'infanzia
Alessandro Labriola
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Al molo accorrevano le Ondine
sopra ali d'etere, le correnti fumanti;
accarezzavano i passanti
col prurito della sabbia:
turbinavano con un soffice rondò
d'immacolata asprezza:
Sbuffa e canta -si apre!
Tutti gli abissi riemersi d'incanto!
Vantavano tutte le sfumature del sale
un supremo rifugio d'Infanzia. - sempre pesante
dalla lacrima che increspò il Paradiso:
fuggirono le Ondine - il molo in fiamme
sparpagliate allo Zefiro
le dolcissime brezze soffiavano ancora!
Gli ippocampi al galoppo di carrozze perlate;
coccolati annegavamo sulla marea bionda.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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Luigi Arcopinto27 maggio 2011
Una poesia estremamente apprezzata che dona un pizzico di malinconia ricordando i tempi della fanciullezza... Apprezzatissima, complimenti!

