Je n'ai pour souvenir
Jeannine Gérard
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+ Segui

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Le ciel semble un manteau
de velour noir
sur les maisons
emprisonnées par la brume.
Entre les toits et les arbres
un sillon de lumière
tente de s'ouvrir
une faille.
Dans cette suspension
je poursuis mon chemin
et déprimée...
je maudis le temps
qui boit ma vie
et étudie comment
me venger de lui.
Je crie fort
mon désespoir
mais seul l'écho
vomit mes mots.
En proie à la tourmente
je me retourne
creusant les pierres du regard
pour me retrouver.
Mais malgré
toutes mes câlineries
et mes obsessives
attentions,
Jouvence et Innocence
se sont enfuies,
sans préavis.
Sans elles...
je ne suis qu'un fruit
sans pulpe,
un arbre mort.
Fraudée de mes atouts,
je continue ma marche solitaire
dans ce lieu mourant
où je n'ai pour souvenir...
qu'un sourire
sur des lèvres vermeilles,
une silhouette fleurissante
légère et délicate.
Mon temps a bu sa soif!
Ma langue déglutit
la fraîcheur dénomée
et seule,
dans l'ombre
des yeuses survivantes
je respire l'air
de ma vie déchue.
Monte en moi
l'odeur du cri.
.
- - - - - - - - - - - - - -
.
Non ho per ricordo
.
Il cielo sembra un manto
di velluto nero
sulle case imprigionate
dalla nebbia.
Tra i tetti e gli alberi
una striscia di luce
tenta ad aprirsi
un varco.
In quella sospensione
inseguo il mio cammino,
depressa...
maledico il tempo
che beve la mia vita
e studio come
vendicarmi di lui.
Grido forte
la mia disperazione
ma solo l'eco
vomita le mie parole.
In preda alla tormenta
mi giro,
scavando le pietre con lo sguardo
per ritrovarmi.
Ma malgrado
tutti i vezzi
e le mie ossessive
attenzioni,
Giovinezza e Innocenza,
sono fuggite
senza preavviso.
Io,
senza di loro,
sono un frutto
senza polpa,
un albero morto.
Defraudata del mio fascino
continuo il mio cammino solitario
in questo luogo morente
dove non ho per ricordo...
che un sorriso
su delle labbra vermiglie,
una silhouette fiorente
leggera e delicata.
Il mio tempo ha bevuto la sua sete!
La mia lingua deglutisce
la freschezza nominata
e sola, nell'ombra
delle quercia sopravissute,
respiro l'aria
della mia vita decaduta.
Sale in me
l'odor del grido.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele26 maggio 2011
vago a rimpiazzar soggetto che cuor mio stilla... dove luce divenga la parola... e cuore intenerisca l'anima che del mio andare ora giungo al d'amore... andato dove scarno fu il tuo fiorir in me... una splendida POESIA di ribellione che mi ha preso letteralmente il cuore... MOLTO SENTITA ...è BELLISSIMA... COMPLIMENTI FANTASTICA POETESSA
Giorgio Dello26 maggio 2011
una poesia leggera, sottile e delicata un soffio nel suo dire, una carezza al tempo del ricordo in un sospiro che vive e grida tutto il suo ardore! Splendida!


