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Morte 27 maggio 2011 · lettura 1 min · 1828 letture

Epilogo

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Io così degno di qualunque compassione! Raduno fervidamente i resti nell'unico Ideale e per la migliore salma: una pira olandese ed un epitaffio di stelle! avendo già visto - della Fine l'inchino sbilenco e la faccia scura: identica alla mia. Io così degno di qualsiasi "Pietas"! In vita, seguirono futili tentativi ed illusioni immorali; nel silenzio mi sia donato un fiore eterno, l'ignominia scolpita nell'effige d'edera: al marmo cedo questa promessa di Paradiso. (almeno) Mi sia inciso un nome nella terra o al vento le ceneri sparse, la calce non sbiadisca gli intarsi ne il volo sui tramonti a venire! Porgete margherite lilla sul mio ricordo il più straordinario! Sia per voi Quella la mia immagine, il mio corpo... e l'anima vera! Per voi ho serbato con pudore tanti pianti e silenzi, sempre.
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La "quasi" Fine

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Alessandro Labriola
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Commenti (4)

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C

una poesia notevole, apprezzatissima, complimenti all'autore, originale

mario calzolaro27 maggio 2011

una prova significativa, questa, di Alessandro... be lla, mi è molto piaciuta.

Luigi Arcopinto29 maggio 2011

Una poesia molto apprezzata... Notevole, complimenti!

Angela Fragiacomo29 maggio 2011

schietto sentire in questa lirica superlativa... induce una profonda riflessione sull'ipocrisia e la vacuità di certi riti che da noi in occidente, "condiscono" male aggiungo, la morte... fortunatamente il tempo restituisce al defunto il reale ricordo...