Epilogo
Alessandro Labriola
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Io così degno di qualunque compassione!
Raduno fervidamente i resti nell'unico Ideale
e per la migliore salma:
una pira olandese ed un epitaffio di stelle!
avendo già visto - della Fine
l'inchino sbilenco e
la faccia scura:
identica alla mia.
Io così degno di qualsiasi "Pietas"!
In vita, seguirono futili tentativi
ed illusioni immorali;
nel silenzio mi sia donato un fiore eterno,
l'ignominia scolpita nell'effige d'edera:
al marmo cedo questa promessa
di Paradiso. (almeno)
Mi sia inciso un nome nella terra
o al vento le ceneri sparse,
la calce non sbiadisca gli intarsi
ne il volo sui tramonti a venire!
Porgete margherite lilla sul mio ricordo
il più straordinario! Sia per voi Quella
la mia immagine, il mio corpo... e l'anima vera!
Per voi ho serbato con pudore tanti pianti
e silenzi, sempre.
©
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (4)
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Citarei Loretta Margherita27 maggio 2011
una poesia notevole, apprezzatissima, complimenti all'autore, originale
mario calzolaro27 maggio 2011
una prova significativa, questa, di Alessandro... be lla, mi è molto piaciuta.
Luigi Arcopinto29 maggio 2011
Una poesia molto apprezzata... Notevole, complimenti!
Angela Fragiacomo29 maggio 2011
schietto sentire in questa lirica superlativa... induce una profonda riflessione sull'ipocrisia e la vacuità di certi riti che da noi in occidente, "condiscono" male aggiungo, la morte... fortunatamente il tempo restituisce al defunto il reale ricordo...



