Quando la notte bussa alle finestre
Luigi Di Matteo
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Quando la notte bussa alle finestre,
l'anziana istitutrice alla fanciulla,
scorgendo nella fronte immacolata
l'ombra di un desiderio,
serra le imposte e con parole lievi
instilla nella carne quel veleno
d'angoscia e di dolore.
Nel suo letto di sposa,
quando la notte bussa alle finestre,
forse delusa e sola
dal disilluso amore,
i raggi della luna
avranno il gusto amaro del peccato.
I corpi degli amanti modellati
dai raggi della luna,
splendidi, nudi e santi,
quando la notte bussa alle finestre,
incatenati in un ferace abbraccio,
divorano le stille
d'argento sulla pelle e, nella carne
vivida, affondano il viso disfatto.
Ma, nell'arcano affanno
da primitive gioie,
quando la notte bussa alle finestre,
i nomi e le parole,
scompaiono sul fondo di un abisso.
La pagina ingiallita di un poeta,
sul desco, in una sudicia stanzetta,
quando la notte bussa alle finestre,
raccoglie, dalla luna, un solo raggio.
La vita indebolita nell'affanno
per cogliere una stilla
di miele, mestamente si riversa
dentro la carne cui non appartiene.
E verso sera le parole stanche
dei suoi sconfitti amori,
ridotte in pochi versi,
sull'ingiallita pagina riversa,
quando la notte bussa alle finestre.
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Luigi Di Matteo
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