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Uomini 31 maggio 2011 · lettura 1 min · 1644 letture

Maturità

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Sì, le avversità hanno ucciso il bambino non vedo più le gemme del parco, così come le incessanti corse si mutano in balzi stentati e ritmici. Il sogno è vago, dove laggiù si erge il tumulto delle banche e dei conti dei rimpianti che uccisero molti; Il fragile giglio cede il passo... ogni sofferenza muta in vizio ed ora languo in un beato esilio; seppur sia schiacciato e troppe volte vinto - la fiamma attinge illogica Speranza conservo ancora ferocia nei muscoli, - le ingenuità degli illusi so ancora amare e commuovermi sorreggermi e sconvolgere tramonti; infatti ogni sera vi colgo mie Adorate: chino sulle vostre indecenze pallidissime lecco via ciò che mi è negato. Posso ancora ardere senza immolarmi sono io la fiamma.
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Alessandro Labriola
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Commenti (3)

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C

ottima poesia, magistralmente scritta, complimenti, bellissima

Moreno il Duca31 maggio 2011

complimenti ale una poesia che dice tutto scritta molto bene complimenti

mario calzolaro1 giugno 2011

bella ed incisiva... corretta nello stile e ricca nei contenuti