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Famiglia 2 giugno 2011 · lettura 1 min · 1876 letture

Il Dono

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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I tratti celtici scavati nel caro velluto che è morte e vita assieme - che m' assale mentre ti guardo senza alcun fine mi svegli da ogni incubo con carezze di musica rara - ed è la tua Bellezza, consolazione di quest'orrido; l'Innocenza, rifugio d' ogni incertezza. Il tuo Avvento scioglie questi nodi e le brine, il ghiaccio nei miei occhi; senza che tu chieda o parli - fluisco dolcemente faccio giaciglio del tuo ventre adagiato. La Fiducia rinasce Nuova e nuovamente - gemendo come un figlio dal tuo grembo alle tue mani...
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a C. F. Come avrebbe dovuto essere e non è stato, come avrei voluto e desiderato; e rimane comunque un dono

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Alessandro Labriola
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Commenti (3)

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Grazia Bianco2 giugno 2011

Sublime lirica, i cui versi sono note di melodica armonia verso il nucleo centrale del proprio io...

Angela Fragiacomo2 giugno 2011

"Alta" poesia, per descrivere un dono, l'incontro con l'amore, al di là del tempo, del previsto e del desiderio... resta comunque un dono... come l'autore precisa nella nota... il tutto scritto come sempre con abilità senza pari... magnifica ed apprezzatissima!

Simona Scudeller2 giugno 2011

Ogni metafora, ogni immagine di questo breve testo ha la leggerezza della musica e come eco si diffonde. In particolare quel - fluisco dolcemente faccio giaciglio del tuo ventre adagiato- dipinto molto evocativo di un desiderio atavico, di ristoro, di bisogno, ma anche di conquista. Da leggere!