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Amore 4 giugno 2011 · lettura 2 min · 4406 letture

Un amore

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Perséguito fantasmi colorati e quanti spettri arcuati e deformi, chi li vorrà mai vedere? chi mi vorrà mai sentire? Non era ancora il suolo ammalato di bolle bianche né il cielo sudicio di così larghe chiazze di asfalto maculato: ho visto troppo, ho troppo guardato? dove mai prendere consiglio? dove mai il figlio porterà il padre sulle sue spalle, care pater, contro il risucchio del vecchio pallido cui pagare il conto di rimpianti ed errori? Vieni, scendiamo al triste fiume sotto i salici stillanti soffice nebbia sono i tuoi capelli imperlati d'amore nel primo giorno che fu e poi tempo di gloria e di fame: chi potrà mai sopravvivere? Vuoi un aperitivo, un tè con biscotti mentre parliamo di cose comuni, di supermercati e costi, di profitti e perdite? Perché tornare a tanta noia se solo il sogno ed il suo segno inseguo senza sosta alcuna, e in tremiti finire. E dopo? quale cagna randagia ululerà su me quale lemure sbigottito giocherà coi miei occhi in quali sozzure si adagia ciò che per poco rimane. O tu che passi ti attarda, fai rivoltare il mio corpo e guarda: ci sono due piaghe in mezzo al petto.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Annamaria Barone5 ottobre 2013

a volte ci si imbatte in una poesia, sembra quasi una casualità, poi si legge e man mano che le parole scorrono si ferma il cuore, poi accelera poi si ferma ancora, cos'è che entra in circolo? Le Parole e la poesia che come emozione dolce ed irruenta colma le vene, e dopo, dopo sei più colmo, anche di solitudine, anche di tristezza ma più colmo. Grazie