Disfarsi
Ho pensato più volte - tante volte -
che non vorrei morire senza aver rivisto...
chi? cosa? Non è vietato di pensare in grande;
allora, il mare, si, ma quale? E dove?
E penso con quanta amarezza
dovrei salutare le onde blu cobalto
senza un ultimo tuffo
Così per le montagne tanto amate,
quale tormento nel vedermi immoto
lì. nel luogo donde ai tempi sani
muovevo per le vie più ardite.
E infine chi vorrebbe mai vedere
tutto il creato pieno di splendore
con occhi quasi spenti, opachi, strane
visioni preparando per la
notte infinita?
Sono stato un mezzo
uomo di mare e mezzo
montanaro.
A riva, mozzo, e tu seguilo, alpino.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (2)
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Annamaria Barone24 marzo 2017
pervasa di amarezza e di malinconia, senza pace le domande che si pone l'autore, perché non hanno risposta, o forse sì, ma non è quella desiderata.
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vinfra4717 aprile 2017
"se non si è poeti quando si scrivono questi versi dimmi allora cosa è la poesia''???????'
