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Introspezione 8 luglio 2017 · lettura 2 min · 1211 letture

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Che ancora indugi, che pensieri grandi ti soffermano al limite del bosco? Che fragranza Natura con le Ninfe sue quest’oggi ha scelto? Su un pedale lento, lontano, in sé meditabondo d’erbe schiacciate, illuminato dai sospiri di violetta laggiù dove giovani, acute corrono nascoste limpide acque, esala il gelsomino il timido suo suono. un po’ calante, come tenera viola di Bergonzi suonata senza impegno da un anziano, disilluso maestro che già vede lo smarrirsi del sole, astro morente ucciso dagli ingrati figli suoi; dopo, lo squillo della menta forte si contrappunta con le ricche note del grasso rosmarino e infine, a sera, la carezza squisita delle rose che a gola piena, principesse amate, solfeggiano una vasta melodia sul bordone che gli aromi intrecciano di finocchiella, rucola e di fiori. Tutto era vita e i cori, a volte mesti, ad essa si ispiravano ed invece ora ogni cosa appare da vapori offuscata, uniforme e come tinta di color grigio, piatta, senza moto, deserto vuoto. Tutto in me s’è fatto vapore sperso come brina al sole. Nulla resta dell’io che fui. Il futuro attendo, senza scosse, senza senso veruno si dipana così il filo dei miei ultimi giorni. Quanti ancora? Altri tenti il conteggio altrui destino è quest’ultima nota... Tutto intorno si srotola veloce quel che resta, scorre tutto, anche il canto risucchiando verso il gorgo infinito.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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