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Riflessioni 11 giugno 2011 · lettura 1 min · 2592 letture

Tu che lanci

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Tu che lanci gli strali verso il sole e ti bagni la testa di rugiada, ungimi di quel canto che mi aggrada perché profuma il cielo di parole. Tu che d'Orazio canti e di Catullo tu che muovi talento e buon sapere hai nel verso gorgheggi e capinere per magnifico impegno e per trastullo. Tu che timida stai sopra i tuoi venti e vai volando spazi di memoria un dì passasti al volo i continenti e seminasti qui una bella storia. Come zolla profonda aperta al cielo sotto l'attesa pioggia di sementi io bevo i tuoi sussurri confidenti, passata la stagione ed il suo gelo. Tu che un dì fosti luce adamantina sorta con l'alba di un'età radiosa oggi sei stella nuova, bianca, sposa di una notte che cede alla mattina.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (3)

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unaqualsiasi11 giugno 2011

Il canto del Poeta si intreccia ai versi della Musa, che canta "d'Orazio e di Catullo" volando sui suoi cieli dall'alba di un'età radiosa, che adesso ritorna vestita di una nuova aurora. Versi forgiati con grazia e stile, dall'autore che non delude mai. Grazie, Maestro!

Rasimaco11 giugno 2011

versi che riescono a trasmettere in toto le sensazioni ed il pensiero dell'autore... sempre nella loro veste elegante ed in uno stile impeccabile in cui l'essenzialità spicca ci richiamano una mai desueta età classica. Apprezzata.

Lorenzo Crocetti12 giugno 2011

Tecnicamente cinque quartine rimate ciascuna in maniera diversa in musicalissimi endecasillabi, concettualmente un pensiero alla Musa della Poesia, in un crescendo d'immagini suadenti che esprimono il valore e l'ispirazione che la Poesia sa dare. Il fascino dei versi del Curreli è sempre evidente, Poeta schivo e solitario dei boschi, del cielo e del fascino della sua Sardegna, senza mai mettersi in mostra, come è proprio dei migliori Poeti di questo sito, prosegue nel suo cammino di alta Poesia, incurante di ogni discussione poetica di presunti aedi della lrica, evidentemente conscio del suo valore che non ha bisogno di essere pubblicizzato.