Valzer triste
Il cielo è scuro di vapori densi
e gonfie nuvole scorrono basse
rade, grosse gocce di pioggia cadono
sorde su cenere spessa di terra;
nella vuota strada il mio passo incerto
si inoltra: il vento pesante a tratti
sospinge resti di strani passaggi,
folate di polvere amara agli occhi.
Riparo mi sembra trovare nell'andito cavo
di case deserte e piagate da lungo abbandono.
Lo spoglio atrio è quasi fosse spazio
ricurvo che esali un fiato stantio
di millenni non mai più noverati.
Ora risalgo gradini consunti
e mura scrostate, meste allo sguardo
donde nel cuore tristezza infinita,
quando a sé sogni di aurore dorate
finge la mente; per anditi cupi,
una inquieta schiera uniforme di stanze deserte
si stende opprimente e infinite assenze ricorda.
Silenzïosi passi ancora scorrono
lungo percorsi di nebbie fatate
sparse da spettri di mondi mai nati
dove non sorse né alba né stella,
mentre il pensiero si macera, chiuso
tra sterminate domande dov'è
asciutta e desolata povertà
di risposta di riverbero alcuna.
Improvvisa la luce d'una distorta veranda
irrompe nel sogno e mi desta alle pene del giorno
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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iezzi giampiero14 giugno 2011
Dopo che saremo ospiti infiniti nel cielo di NOSTRO SIGNORE?...
