Ruberemo
Gesuino Curreli
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Ruberemo ai rovi le more,
e io succhierò il liquore alle tue labbra.
Tu mi starai vicina,
tremante di pudore,
soprafatta dalla voglia che nascondi,
e sarai subito bacca, e poi colore,
e poi sapore, e poi frutto maturo,
dentro lo spazio liquido e il sentore
che ha spasimi per voce,
e per canto i silenzi imbarazzati
rinchiusi nella palpebra che muore.
Sarai colore e frutto,
liquore nero dentro le mia labbra,
e rami e spine insieme
nell'intreccio che porge tralci al sole,
e tradurrò i silenzi del tuo canto
nella lingua di grilli e di farfalle,
nei suoni discreti degli sciami
per confidare tutto ad ogni fiore.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Stefania Stravato15 giugno 2011
...questa lirica è un puro incanto... è di quelle che mi lasciano ammutolita dall'emozione... segnalo e conservo con grandissimo piacere...
Lorenzo Crocetti15 giugno 2011
Quasi una parabola d'una vita d'amore in questo canto del Curreli, racchiusa in quella bella metafora della bacca, che nel volgere breve del tempo diventa colore, e poi sapore, e poi frutto maturo. E' una Poesia d'amore questa, più che di "riflessioni" in cui l'ha postata il Poeta. Gli ultimi versi sono davvero un esplodere di alta Poesia in quell'identificazione dell'amore della donna col canto della natura. Veramente bella, ma se l'ha scritta Gesuino non c'è da meravigliarsene.


