Musa triste
Alessandro Labriola
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Vedrei un raro incanto
dall'impressione vagamente orientale
ed un sorriso ampio di seni eloquenti;
una chioma fluente perennemente scossa
da guizzi turchesi e rosa
- di lacrime mie!
Lei vi tiene immersa la sua criniera
dai mille vapori suadenti;
miei odori splendenti ove si arrende
anche l'amarezza... - inebriandosi
Essendo rimasta, ora è piegata alle ginocchia
derisa dai più - e più vecchia
di allora e di tutti, con la mano sul cuore
agita amaramente gli allori di antiche orge;
tiene un giardino delle mie pene raccolte,
nella grottesca Segreta - la scopro a brillar piano
qualche stilla dalle sue trecce violette,
ormai d'opale, priva d' ogni riflesso
- comincia sempre dal passato: il Raccolto.
Le mani astute per rendere al mio Odio
ogni notte un fiore diverso.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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Antonio Biancolillo26 giugno 2011
Sì...una musa triste ci trasmette questa profonda introspezione... ora rimasta piegata dal peso dei giorni... racchiusa nei suoi segreti allori di un tempo... Mi piace quell'immagine di grottesca Segreta... e quella chiusa... Molto apprezzata.
Grazia Bianco26 giugno 2011
Forte e densa di significati reali... per il tuo Odio un fiore diverso... ogni notte il sentimento cambia trasformandosi ...
Angela Fragiacomo26 giugno 2011
Una musa che accompagna l'autore e ne conosce pene e grottesche segrete, che essendo rimasta mostra di se' anche i lati d'opale... ed ogni notte si presta al gioco... offrendo cio' che le è richiesto... un fiore... molto intensa, lirica scritta con l'anima e letta cosi' "senza pensare" ...apprezzatssima



