Il est des jours
Jeannine Gérard
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+ Segui

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Il est des jours
où la vie se lève
sur des cœurs
déchirés par l'oubli.
Il est des jours
où la vie se lève
sur des cœurs
qui sourient.
Il est des jours
où la vie se lève
sur des cœurs
combles d'ennui.
Il est des jours
où mon cœur à moi
voudrait chercher
une vie,
une âme,
ou même une ombre,
car lasse
d'incertitudes
et enveloppé
de nuages sombres
comme ceux qui précèdent
l'orage
et recèlent
la foudre
il sent
qu'il n'esxiste plus
et que sa voix de dedans
s'est tue.
Il est des jours
où tristesse et détresse
s'entassent
et ma vie
voudrait quitter
cette vie.
C'est à cet instant
que j'ai traité ma perte.
Et je sens alors,
pour mon salut,
qu'il est venu le moment
de dire...
"mon Dieu, aide- moi,
Fais que la vie qui se lève
chaque jour
ne se colore plus
d'oripeaux
et que mes rêves assoupis
dans une léthargie songeuse
resplendissent
comme jadis"...
Rêver,
n'est- ce vivre?
Je ferme les yeux
sur l'écran de mes songes
et doucement,
deux plis,
ici,
à l'extrémité de mes lèvres,
prennent leurs aises
et forment
une parenthèse
dans ce couloir
ténébreux
au bout duquel
s'avance une lumière
faisant face à mes yeux
avec solennité.
Fugacité d'un instant!
Transfiguré
dans une nuée d'or,
tu semblais nager
dans un fluide embrasé.
.
- - - - -
.
Vi sono giorni
.
Vi sono giorni
dove la vita sorge
su cuori
lacerati dall'oblio.
Vi sono giorni
dove la vita sorge
su cuori
che sorridono.
Vi sono giorni
dove la vita sorge
su cuori
colmi di noia.
Vi sono giorni
dove il Mio di cuore
vorrebbe cercare
una vita,
un'anima
o anche un'ombra
perché stanco
d'incertezze
e avvolto da nubi
rosse e scure
come quelle che precedono
la tempesta
e ricettano
il fulmine
sente
che non esiste più
e che la sua voce di dentro
si è ammutolita.
Vi sono giorni
dove sconforto e tristezze
si accumulano
e la mia vita
vorrebbe lasciare
questa vita.
- ed è in quell'istante,
che ho trattato la mia perdita. -
Sento allora
che per la mia salvezza,
è arrivato il momento
di dire...
"Dio, aiutami,"
fa che la vita che sorge
ogni giorno
non si colora più
d'orpelli,
e che i miei sogni
assopiti
in una letargia
fantastica
risplendano,
come un tempo...
Sognare...
non è vivere?
Chiudo gli occhi
sullo schermo dei miei sogni
e dolcemente,
due pieghe,
qui,
all'estremità
delle labbra,
provano piacere
e formano una parentesi
davanti a questo corridoio
tenebroso
all'estremità
del quale
si avvicina
una luce
facendo fronte ai miei occhi
con solennità.
Fugacità di un istante!
Trasfigurato
in un nugolo d'oro,
sembravi nuotare
in un fluido infuocato.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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c
cristina biga2 luglio 2011
Ho letto e riletto questa poesia, mi ha investito come se un po' riguardasse me, che vivo certi giorni... Ma l'aiuto di Dio è miracoloso conforta e solleva lo spirito rendendo vivivibili anche i giorni più cupi... molto intensa ed emozionante mi è piaciuta davvero tanto complimenti...
Gaia22 Tiziana Porcelli2 luglio 2011
Letta con apprezzamento, per il suo fluire vivido e condivisibile. Molto sentita...

