Mistica
Alessandro Labriola
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Oh fiori! Oh le civette nude!
nella stagione più calda;
aveva già preso il sopravvento
una scusa - e poiché era l'alba
ne presi non più di due gocce;
ma il miraggio! Tutto quanto:
oh geranei infestati di orli e di volte
di palchi sconvolti e di venature sottili alla luna!
- giaguari voluttuosi dei parchi
I cancelli di perla
e le increspature bugiarde del mattino.
Tutto quanto:
sapeva di fresco e puro: era bontà dei volti,
e le chiese così alte!
- oh viole dei pavimenti fino ai salici,
oh tinture della notte complice invidiosa;
ricopro il petto di meravigliose illusioni
- il Desiderio è forte!
la giovane assume sembianze ambigue:
bella come il mondo
scolpita nella carne perfetta - sul pallore del collo
s'infrange la Fede.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (4)
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In Venere veritas2 luglio 2011
la roboante e un po' eclettica (forzata?) descrizione iniziale, un po' orfica, non toglie nulla ai due versi finali, a mio avviso, perfetti.
C
Citarei Loretta Margherita2 luglio 2011
originalissima poesia, ben scritta, complimenti, metto fiocco
Luigi Arcopinto3 luglio 2011
Una lirica originale ed intensa... Davvero apprezzatissima, fiocco! Complimenti.
Angela Fragiacomo4 luglio 2011
meravigliosa questa lirica potente ed incisa, ti coinvolge ti esalta e ti porta dritta nell'onirico spazio tra la Fede ed il sacrilego... lasciandoti senza fiato e con la voglia di riprecipitare in quelle volte voluttuose ancora e ancora... !



