- scusate le parole -
Non riconoscendo le parole ho pensato che fossero per qualcun’altro.
Scritte da chissà chi altro. In stati d’animo di altre persone...
e sono rimasto.
affondo nella merda
è claustrofobico e fondo, vi capisco ma
stando qui si capisce il valore della merda
e del fondo, di quello tuo stretto
come un fazzoletto davanti al naso che goccia
sono stanco e desideroso di vivere dentro i tuoi occhi
te che leggi per ora
sopporta il fatto che ti stò penetrando.
come una sveglia a mattina, come una notizia brutta
era esattamente come trovarsi nel posto sbagliato
solo lei che non c’è più, così giovane e speranzosa
penetro come un giornale una rivista una televisione un bel libro
la polvere fra le setole della scopa
i grumi di cibo in quelle dello spazzolino
un piccolo sasso di fuoco nell’atmosfera
una pulce una mosca
un dito nell’anello un biscotto nel latte
non mi riconosco. chi sei ?
e sono rimasto.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
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