Contraccolpo
Ora, non siano più
i momenti delle lacrime salate
come gocce di mare
a scavar trincee sulle gote
o fosse comuni
dentro cui far giacere i sorrisi.
La tristezza è un elisir
che ho assaporato
dalle prime luci dell'alba
sino al meriggio e alla sera,
nell'ora dopo il tramonto,
sulla vetta più alta del colle,
nell'ora in cui la prima stella della notte
ha vibrato intermittenze d'etere e sogni...
ne ho conosciuto bene il gusto amaro;
saliva su, dalla gola alla testa
e dalla testa, attraversandomi il corpo
lungo sentieri di vene, sangue,
nervi e capillari,
discendeva in caduta libera
fino alle punte dei piedi,
invadendomi di malinconie.
Ne ero posseduto;
la sua influenza mi annullava
succhiando energie e voglia di fare.
Leggero come uno spettro
filavo nei campi
di ciò che fu raccolto o gettato.
Mi perdevo nell'oceano dei ricordi
fra le pagine di storie
infilate dentro a una bottiglia
e, dimenticando di vivere il presente,
mi allontanavo dalla vita...
...poi la vita tornava a gridarmi nel petto,
a sciogliere dai cappi
le pulsazioni del cuore
in modo che scandisse gli adesso...
...continua a farlo anche ora,
difatti, ogni volta che precipito nel vuoto
o mi isolo dal mondo e dal tempo,
con un calcio mi scuote rimettendomi in sesto!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Giuseppe Morelli
Scrivere mi aiuta a mettere in chiaro me stesso, a risanare gli equilibri; è la dimensione congeniale in cui piace perdermi... per ritrovarmi.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!