A che cosa...?
Gesuino Curreli
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Se è lunga la giornata,
e vuota di entusiasmo e di piacere,
a cosa serve il sole, se le sere
non danno frenesia per l'indomani?
A cosa i sogni, i giuramenti vani
di amori mai vissuti per intero,
le luci a cosa quando l'emisfero,
calato nella sacra oscurità,
non alimenta l'empito e la gioia
di sperare a qualcosa che verrà?
O notte, notte amante e mia signora,
mi tieni desto, cieco e senza voglia
di credere al mattino quando sfoglia
le nostre umane e poche amenità .
Era di miele limpido la veglia,
di grappa al mirto l'impaziente attesa
dell'attimo, sancito per intesa,
fra ingenuo tradimento e fedeltà .
Mia notte, più non canti melodie
che ammansivano i toni esuberanti
quando pensare al gioco degli amanti
era un discorso pieno di bugie.
A che serve il riverbero del sole,
a che cosa l'opaca notte scura
ch'era una coltre complice e sicura
dell'ardore legato a quell'età?
A che cosa, se non ho più i cristalli
della febbrile smania senza posa
dell'ape che da un bacio e fa sua sposa,
in un attimo appena, la corolla
per un amore che non durerà?
A che cosa...?
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Rossi Alessio8 luglio 2011
Molto ma molto bella, apprezzata sia per il testo sia per la struttura. I miei complimenti, la conservo

