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Morte 12 luglio 2011 · lettura 1 min · 1943 letture

Note sull'introspezione

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Ho rigettato le vostre scuse e rimpianto i vivi. Punito il corpo e l'anima oltre ogni misura - è la mia sorte o la Vostra carità: spargere i semi dell'indolenza laddove sognavo e ancora sorridere tanto da coprire il delitto, rendere ridicola ogni atrocità; - la mia sciagura pare irreale meglio tacere che condividere il male - direte rifacendovi a chi sa quale proverbio, mimando il mio ridicolo passo strappando enfasi alla mia tragedia (che non vale di certo il Vostro mite umore) - Ho visto due volte la morte da una sola nascita; la forza mi è stata tolta! Dagli occhi, dai polsi: sono mutilato e profano. è questo squallore che temete? le giovani lacrime non vi aggradano? Me ne Andrò! Di nuovo, non morirò quì inzuppando i vostri persiani di arabeschi sacrileghi e Verità di terrore.
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Commenti (3)

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C

una poesia originale, particolare, apprezzata, complimenti

quanta forza nell'enfasi delle parole! Morte o ribellione...? complimenti comunque

EnzoL12 luglio 2011

più che morte o ribellione questo bellissimo testo mi sembra un auto punizione, una concatenazioni di riflessioni che si riflettono sull'Autore in modo devastante... e sembra di scorgere una rassegnazione ... passivita agli eventi che ben conosco... complimenti Alessandro è formidabile