Ideale
Alessandro Labriola
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Angelo del piccolo cielo,
tempo fa non mi servivo di questi riti
- d'oscene usanze,(l'erotismo orientale)
per riavvivare queste flebili note,
che già dal mattino soffiavano ovunque
nel distante oratorio, rimbalzando
sul crinale alle paludi:
io vedevo libertà e soglie infinite;
meritavo ancor di più,
questo mattino delizioso per i corpi - le idee
la torre si vestiva persino di perla e danzando
mai sazio, toccavo le mura dei Romani.
Animata, una fantasmagoria mistica
relegata alle ore più tenere - d'ora! O mai più:
non si è mai sbiadita. Nei giorni in cui arretrava
era ovviamente mia, la colpa
di questo scempio accorto che ne facevo;
le mani mie tastavano alla cieca.
Non potevo più le cristalline aurore, di volta in volta,
da ramo a ramo inseguite al trotto (più d'una!)
dalle brezze miti ed eterne - tutto l'eco fiammeggiante
di fronte a me...
ciò che non è cambiato
nè cambierà mai.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (4)
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Citarei Loretta Margherita14 luglio 2011
una originalissima poesia, complimenti veramente notevole.
In Venere veritas14 luglio 2011
cripticamente affascinante, devo dire. questa molto molto piaciuta
EnzoL14 luglio 2011
versi perfetti come sempre... un testo che veramente colpisce per originalità (mi sembra che non ti manchi) e per contenuti di profonda introspezione... complimenti
Angela Fragiacomo16 luglio 2011
rimpianto e consapevolezza... colpa e rassegnazione... languono e si inseguono nella lirica d'artista di questo autore dallo stile inconfondibile! mirabiliante! e mistica... piaciutissima!



