Come oppio
Mi avvolgi come oppio
d'una casa fumosa
dei mari del sud.
La tua nebbia m'ottunde
in onde di cielo confuse,
e ti vedo sfumata negli
orizzonti che la memoria
trafila, reclina in una
preghiera mai detta.
Non ricordo, c'era il tuo volto
forse tra i rami dei peschi
a primavera, e corolle
a ghirlandare i sogni caduti
degli anni.
Un guizzo di pensiero ha
il nitore dell'acqua d'una
fonte montana e ti scorgo
limpida in quest'ora, dentro
una traccia di veleno e di
miele.
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (2)
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Silvia De Angelis21 luglio 2011
Un poetare elegante e particolarmente espressivo che racchiude, nei suoi versi, fumose tracce del passato... Poesia piaciutissima
E
Elisa Cordovani21 luglio 2011
spirali di fumo, mente confusa dal suo ricordo, che ha in se' il seme della malinconia... bellissimi versi e immagini delicate e al contempo efficaci, complimenti all'autore
