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Riflessioni 21 luglio 2011 · lettura 2 min · 2621 letture

Infine, notte

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Infine, notte, tutto assorbirai, e sarà notte fonda senza uscita, il mistero che poi spegne la vita e il palpito che pena e che commuove. Infine, notte, tu, tu solamente ci immetterai nel giro senza fine della spirale che non ha confine e fa dei corpi il nulla, e della mente parcella di memoria e di energia, minute e potentissime nel niente che ingoia l'egoismo e la poesia. Infine, notte, nell'eterno moto il silenzio sarà voce di tutti, non sarà riso o pianto per i lutti né il canto di vittoria ininterrotto di chi comanda sopra gli sconfitti per trarne lustri ignobili e meschini. Sarà dove non conta la preghiera, dove non c'è chi vive degli inchini né chi si china perché già dispera per sé e per il domani dei bambini. Sarà dove non cresce il pentimento, perché tace l'offesa e il disonore, dove non ha motivo il sentimento della rivalsa, l'empito e l'ardore; saremo in tutt' uno, e tutto in niente, dentro lo spazio che non ha colore, senza barriere d'alba e di tramonto, in una inseparabile stagione. Ingurgitati, spogli di materia, nel gorgo sconosciuto del timore, nel dopo che fagocita la vita e spegne nell'oblio il più grande amore, emuli di grandeur, solo i poeti, hanno d'eternità la presunzione per verso sciolto o in forza di sonetti.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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Lorenzo Crocetti21 luglio 2011

Pur nella musicalità e nella bellezza del verso, doti congenite nell'Autore di questo canto, tuttavia esso appare imperniato sul più buio pessimismo, lontano infinite miglia da ogni sorgente di luce e di speranza. Gesuino è anche un ottimo pittore, ed io m'immagino un suo dipinto dal titolo "cielo", dove soltanto primeggia un nero buio, senza che neppure filtri un raggio vacuo di luce che lasci un pur flebile barlume alla speranza. Malgrado la rassegnata disperazione che traluce da questa Poesia, tuttavia essa è densa di alti significati, che si concludono tristemente nell'amara considerazione che l'unica presunzione d'eternità è quella inutile dei poeti, che credono nell'immortalità solo in forza delle loro opere.

O
Orma Detruria22 luglio 2011

che meraviglioso contrasto accende il Poeta conducendoci al vicolo cieco, quale energia quale umanità sgorga dalla sua vena, senza illusione senza furore e senza meraviglia si accosta al silenzioso domani offrendo al lettore un brivido di sentimenti e vita.