Bibbia di me
Cammino
tra dimore occulte
Fronde si chinano al ceruleo grido
E d'un tonfo
Vello d'angelo m'abbaglia.
D'agonia
Canta piume come dono
E che inchiostro di calamaio
sono su pagine come sulla realtà.
Vanesio mi perdo
Dimentico della morte divina
E come fenice mi rinasco
Mille vite e balli e baci e donne
E l'oro naviga come burrasca
Ma la mano che foggia il futuro trema
E parole di sangue m'incidono il petto
Io bibbia di me
Trovo l'abbandono
Debole del potere assoluto
E nella lacrima fendo la piuma.
Ora noia e dolori
A me sorridono amici
Come il bimbo
Che chiede perché il muto non grida.
Di nuovo tutto par duro
E curioso il mistero ritorna.
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Commenti (1)
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Anna Maria Scamarda23 luglio 2011
Versi in cui si riflette l'esigenza dell'anima che, fin dall'aurora della vita, assetata della Verità di Dio, spinge la carne, "in terra arida, assetata, senz'acqua", a comprendere il senso dell'esistenza celato nel mistero. La risposta ce la offre la pienezza della Verità di Cristo, sparsa attraveso il suo costato aperto da cui scaturisce"sangue ed acqua". Questa pienezza di Verità che viene alimentata dalla Parola di Dio, e che "come la pioggia e la neve" scende dal cielo e non vi ritorna senza aver irrigato e fatto germogliare la terra. "L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore... perché la bocca parla dalla pienezza del cuore" (Lc 6, 45) Una lirica bella, intensa, ricca di spiritualità. Apprezzatissima
