Preghiera (urgente)
Tu parlavi al Tuo popolo, Signore,
dure parole di ubbidienza e lotta,
di sudore e fatica, ma peraltro
grande compenso promettevi e fiumi
di latte e miele, e terra a loro tutti,
ed esempi fornivi coi nemici
da Te distrutti col Tuo braccio invitto
e grande vita davi ai Tuoi fedeli,
cui parole di pace anche porgevi.
Chi Ti seguiva in Te credendo, Dio,
da qualche fonte sempre un Tuo segnale
riceveva, di sprone o di pazienza,
e dalla Tua presenza a lui veniva
conforto, forza, giustizia, sapienza.
Da quando fu firmato, con sigillo
di truce violenza, un testamento
nuovo, d'eterna imperitura fede,
un'alleanza frutto di un immenso
sacrificio, costato a Te, Signore,
quanto noi non osiamo immaginare,
ci sembra che il Tuo Verbo, già incarnato,
taccia dal tempo del supplizio orrendo.
Non più la voce Tua tuona dal cielo,
non più minacci quei disobbedienti
che sembrano in possesso del demonio
e che le Tue, come le loro leggi,
calpestano irridendo il mondo intero;
non più pietoso parli agli innocenti,
dicendo che qui in terra breve tempo
è dato loro e che il Tuo premio è eterno.
Come figli smarriti a noi bisogna
una carezza in viso ed un ceffone
che da Te ci attendiamo, disperati.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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